BARCHE IN COSTRUZIONE
SANDWICH ED INFUSIONE SOTTOVUOTO
Queste poche righe che leggerete non sono un riepilogo riassuntivo di tutto ciò che c’ è da sapere sul sandwich e sull’ infusione sotto vuoto ma solamente le principali caratteristiche tecniche ed i principali vantaggi all’ utilizzo!
Come ben sappiamo, il sandwich è una vecchia concezione basata molto semplicemente su leggi fisico-meccaniche!
Molto schematicamente si tratta di un manufatto composto da un’ anima o core centrale incollata saldamente a due pelli rispettivamente una l’ opposto dell’ altra.
L’ ANIMA è generalmente costituita da pvc di varie densità a cellule chiuse e non comunicanti tra di loro…
Questa importante caratteristica fa si che se per qualsiasi motivo entrasse dell’ acqua in un preciso punto del manufatto, questa non avendo la possibilità di spostarsi in altre parti, rimarrebbe ben localizzata, facilitando la riparazione successiva ed assicurandone l’ ottima riuscita!
L’ anima in realtà, pur non essendo un materiale così pregiato, svolge un’ attività fondamentale in un sandwich, ossia tiene distanti tra di loro le due pelli, altrimenti non potrebbero lavorare!
LE PELLI non sono altro che tessuti di vetro di vario genere impreganti di resina epossidica, poliestere, vinilestere, che essendo appunto distanziate tra di loro, lavorano esattamente UNA L’ OPPOSTO DELL’ ALTRA!
Guardando l’ immagine, notiamo infatti che la pelle esterna LAVORA A COMPRESSIONE, mentre quella interna, LAVORA A TRAZIONE.
Questo significa che quando la barca è sollecitata durante il suo movimento in mare, le forze che agiscono sulla pelle esterna, tendono ad annullarsi grazie a quelle che agiscono in modo opposto sulla pelle interna. OSMOSI
Il sandwich è un seplice concezione ma può funzionare ed è efficace SOLAMENTE se c’ è una PERFETTA ADERENZA TRA PELLI ED ANIMA…
Entra quindi in gioco l’ efficacia dell’ INFUSIONE SOTTO VUOTO!!!
Questo termine che sembra estremamente complesso, più comunemente non è altro che l’ impregnazione dei tessuti di vetro per mezzo di resina, utilizzando una depressione chiamata anche VUOTO.
Si prepara lo stampo della barca rivestendolo come da progetto con vari strati di tessuti di vetro, pvc, reti di infusione, peel ply, ecc ecc, poi si vanno ad applicare vari canali di aspirazione del vuoto e di resina.
In ultimo viene steso un apposito sacco ben sigillato tutto attorno allo stampo, poi attraverso l’ utilizzando di un’ apposita macchina si crea il vuoto al suo interno.
La depressione all’ interno del sacco, comprime tutti i vari strati di tessuto di vetro che saranno impreganti successivamente dalla resina.
Per circa mezzo’ ora, si testa la tenuta del sacco e si verifica che non vi siano entrate d’ aria dall’ esterno.
Dopo di che si lascia defluire la resina che richiamata dalla depressione della pompa arriva fino all’ interno del sacco.
Una volta giunta qui, grazie ad una apposita rete di scorrimento, impregnerà IN MODO OMOGENEO tutti i tessuti precedentemente posizionati sullo stampo.
Grazie a questa tecnica, si ottengono dei manufatti molto più leggeri perchè viene utilizzata solo la resina utile ad unire i vari strati di tessuto all’ anima, quindi senza eccessi che per altro sarebbero solo peso aggiunto!
Eistono anche altri tipi di impregnazione dei tessuti, ad esempio quello a mano con rullo o pennello.
Le differenze sostanziali sono che mentre nella laminazione manuale il giusto rapporto è dato dalla professionalità dell’ operatore, con l’ infusione il giusto rapporto resina/vetro è richiamato dal vuoto in modo uniforme in tutto il manufatto che avrà alla fine dell’ infusione, solo la resina utile e mai in eccesso come spesso accade nel primo caso.
Ancora, nella laminazione manuale o sotto vuoto, l’ operatore è sempre a contatto con la resina ed i suoi vapori, mentre nell’ infusione avviene tutto sotto al sacco per il vuoto, quindi è una tecnica di gran lunga più pulita e meno tossica!
Il luogo di lavoro risulterà quindi molto più accogliente, pulito e sano per gli operatori.
Altra differenza importante è che questa tecnica allontana ogni possibilità che durante la procedura si creino o restino intrappolate bolle d’ aria come invece spesso accade nella lavorazione tradizionale.




