Perchè una barca in legno?

 

“Il legno è il primo materiale che l’uomo ha utilizzato per costruire le barche ….”

 

Una barca in legno è un manufatto completamente artigianale, di classe ed eleganza, un prodotto affascinante, che rispecchia l'armatore, le sue esigenze ed il suo modo di essere, adatto quindi a chi è in grado di capire, amare e rispettare il legno, questo fantastico materiale che Madre Natura ci ha donato! 

 

Se acquistiamo una barca attuale, costruita con le tecniche corrette, abbinate ai giusti materiali come i compensati di Mogano RI.N.A, le resine epossidiche, le fibre di vetro o carbonio, le pitture e le protezioni moderne, otteniamo sicuramente delle costruzioni quasi eterne, con pochissima manutenzione (paragonabile tranquillamente alla vetroresina) ma con un fascino impagabile e sicuramente con un valore ben più alto sul mercato rispetto su una barca in vetroresina stampata.

Non avremo più una vera e propria barca in legno, bensì un composito evoluto figlio della classica ed antica barca in legno.

 

Va comunque ricordato che una barca in legno "non è un oggetto per tutti" ma solo per chi è in grado di capire ed amare questo fantastico materiale che Madre Natura ci ha donato!

 

Dobbiamo pertanto abbandonare le tecniche costruittive più antiche per lasciare il posto a quelle più "moderne", sicure ed affidabili.

Tra quelle attualmente presenti, sicuramente nei primi posti della classifica abbiamo il lamellare di Mogano (o altro legno) ed il compensato di Mogano RI.N.A. abbinati generalmente ad uno strato di vetroresina (epossidica + vetro) che conferisce maggiore protezione e durata nel tempo e soprattutto bassissima manutezione!

 

La prima tecnica è la più complessa fra le due e necessita di una conoscienza approfondita del materiale e delle sue caratteristiche, tuttavia è indispensabile ove le geometriue dello scafo sono "rotondeggianti".

Parliamo ad esempio di carene di gozzi o barche a vela...

Ma se vogliamo costruire una barca con geometrie a spigolo, facilmente sviluppabili (tipiche degli scafi plananti), possiamo tranquillamente adoperare il compensato di Mogano.

 

Rispetto ad una barca in vetroresina, la costruzione è abbastanza semplice e veloce, ma la principale caratteristica di queste costruzioni risiede nel fatto di NON ESSERE LEGATI ad alcuno stampo, ne consegue cheè possibile costruire qualsiasi tipologia e forma di barca in tempi brevi con costi di realizzo nettamente inferiori non dovendo ammortizzare modelli e stampi per ogni elemento!!

 

 

 

Una tecnica mista ancora più innovativa per costruire barce in legno, è il sandwich di compensato o di lamellare.

Trattasi nella pratica di rivestire il medesimo scheletro composto ancora una volta da ordinate, longheroni e rinforzi vari, da uno strato o più di compensato o di lamellare.

Il passaggio successivo prevede l’incollaggio di un’anima in PVC la quale funge da distanziale per le due “pelli” che compongono il sandwich e da isolante termo-acustico.

Inoltre fornisce una determinata sicurezza in caso di piccoli urti o collisioni in quanto l’acqua dovrà attraversare ben 3 barriere (senza considerare quelle di vetro) prima di entrare in sentina!

Il terzo strato è identico al primo e serve appunto a comporre correttamente il sandwich.

 

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Questa tecnica sicuramente la più costosa in quanto prevede tre passaggi realizzati con l’ausilio del vuoto, pertanto è indicata per barche da almeno 9/10 metri in avanti.

I vari spessori saranno chiaramente calcolati in base al tipo di barca ed al suo utilizzo, non ché dalle sue dimensioni.

Successivamente (come nelle tecniche sopracitate), internamente ed esternamente i tessuti di vetro andranno a rinforzare ulteriormente gli strati di legno.

Con questa tecnica, tipica delle barche a vela, lo scafo risulterà più robusto, sicuro, compatto e leggero rispetto al solo legno!

 

Qualsiasi tipologia costruttiva, per la realizzazione di opera viva e murate, consigliamo comunque l’utilizzo di compensato di Mogano il quale a pari spessore è meccanicamente più robusto sia del Mogano massello che del compensato di Okumè, anche se leggermente più pesante.

Inoltre ha un assorbimento di acqua molto più basso rispetto ai due legni sopracitati!

 

Ma vediamo di rispondere in modo più chiaro e semplice possibile, alle domande che più di frequente ci pervengono:

Compensato o lamellare di Mogano... ma non è sempre legno?
Sicuramente si, ma il comportamento, così come le caratteristiche tecnico-meccaniche sono ben diverse.
Facciamo un esempio:
una barca in legno massello con spessore di 10 mm, assorbirà per capillarità tanta acqua quanta ne potranno contenere i suoi capillari e questo per tutto il suo spessore.
Una barca in lamellare da 10 mm, sarà composta invece da almeno 2-3 strati di legno incollati con epossidica, per cui avremo una barriera molto valida fra i due o i tre strati!
Ancor meglio, un compensato sempre da 10 mm, è realizzato con almeno 7 strati di legno, incollati con colle resistenti all’acqua.
Questo significa che per arrivare a marcire l’ultimo strato (il primo visto dall’interno della barca) l’acqua dovrà superare ben 6 strati di legno e 5 di collante.
Una cosa praticamente impossibile!!!


Una barca così costruita prima o poi assorbe acqua anche se laminata con vetroresina….
Perché una scelta del genere allora?
Assolutamente falso!
Una barca in legno realizzata in questo modo, quindi con incollaggi epossidici e soprattutto con una pelle interna ed esterna in vtr con impregnazione epossidica, impedisce all’acqua di entrare e quindi di marcire il legno che altrimenti avrebbe un decadimento precoce…

Sicuramente come tutte le cose avrà una fine, ma si parla di decine di anni!

Ma il legno non deve essere mai resinato altrimenti non può respirare liberamente e quindi assorbire e rilasciare umidità (acqua).
Vero, ma solo in parte, facciamo chiarezza…
Prima di tutto stiamo parlando di legni di ottima qualità ed a basso assorbimento acquoso, ma soprattutto stabilizzati ad un tasso di umidità perfetto per essere usati come costruzione.
Inoltre questi materiali sono prevalentemente compensati e non masselli !!!
Viceversa, se racchiudessimo una barca in legno costruita 5 o 10 anni prima (magari in fasciame accostato) e che quindi ha assorbito nel tempo una certa umidità, allora potremmo quasi sicuramente avere problemi seri perché non avremo mai la garanzia di un tasso di umidità corretto e, l’acqua imprigionata nei capillari, potrebbe dilatarsi soprattutto durante il periodo estivo e creare dei micro-cracking fra lo strato di vetroresina e di legno, ne consegue che quasi sicuramente avremmo un distacco delle pelli in vtr dal legno, soprattutto quella esterna che è più esposta agli sbalzi termici.
Questa è la tipica operazione svolta sulle piccole barche di pescatori come i gozzi.
Qualora invece costruissimo una barca in legno senza resinature varie, occorrerebbe utilizzare delle vernici e dei prodotti traspiranti che permettano al legno di rilasciare ed assorbire umidità, quindi di respirare liberamente.
Le barche così realizzate sono ormai poche in quanto soffrono di instabilità dimensionale e di manutenzione costante, lunga e costosa.

 

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Ok ma così non parliamo più di barca in legno!
Ci ha detto così un potenziale cliente…
E tutti i torti non li ha, la vera barca in legno non dovrebbe essere “incapsulata” in un involucro di “plastica” ma solo lavorando in questo modo, possiamo ottenere una costruzione in legno con caratteristiche pari ad una barca in vetroresina.
Diciamo che questo tipo di costruzione è l’evoluzione della classica barca in legno, quindi è a tutti gli effetti un COMPOSITO.
Costruendo con metodo tradizionale, avremmo manutenzioni costanti, costose e continui movimenti del legno.

Qual è il prezzo di una barca realizzata in questa maniera?
Ovviamente tutto dipende dalle richieste dell’armatore.
Se costui ha necessità o esigenze particolari, i costi salgono, tuttavia possiamo stimare che una barca in legno personalizzata, mantenendo il layout, le geometrie di scafo e coperta come da progetto, ha dei costi di circa un 20-25% più alti rispetto ad una barca in vtr stampata in serie.
Questo oggi è possibile grazie all’utilizzo di sofisticati software da disegno che comunicano direttamente con precisissime macchine a controllo numerico le quali sono in grado di fresare con errori decimali, la maggior parte dei componenti dell’imbarcazione, in modo che all’operatore resti quasi solo l’assemblaggio delle varie parti.

Ma se costano quasi uguali allora che senso ha acquistare una barca in legno?
In primis una barca in legno, proprio per il materiale con la quale è costruita, rievoca le tradizioni della nautica passata, ha un ciclo di lavoro maggiore, così come la sua durata nel tempo, inoltre è un materiale naturale ed ecologico, anche se impregnato e rivestito di vetro, collanti e resina epossidica…
Il legno poi ha un modulo elastico maggiore rispetto alla vetroresina, così come la resistenza alla fatica, ed è esente da osmosi.
Come seconda cosa, è possibile costruire e modificare una barca su misura con un semplice progetto, quindi senza l’utilizzo di costosi stampi che nel caso di costruzioni di serie sono indispensabili ed obbligano il cliente ad avere la barca così com’è lo stampo.
Ovviamente una barca in legno corazzato, che sia in semplice compensato marino, in lamellare o in sandwich, è indicata per chi vuole respirare il profumo del legno ed assaggiarne il suo calore, per chi desidera un “oggetto” unico, su misura e personalizzato, con finiture e qualità più alte, oppure per chi ha esigenze particolari e/o necessità tali che altrimenti non riuscirebbe a reperire sul mercato!
E chi richiede una costruzione in legno, generalmente è colui che può permettersi di più rispetto alla media ma che al contempo si aspetta (e giustamente pretende) un’accoglienza che solo questo materiale può dare.

Però la manutenzione è più alta rispetto ad una barca in VTR?
Assolutamente no, se la barca viene costruita con criterio, con l’utilizzo dei materiali e dei prodotti sopracitati e SOPRATTUTTO SE NON SI APPORTANO MODIFICHE senza che il cantiere o chi per lui abbia autorizzato e quindi consigliato il procedimento corretto per non avere problemi successivi.
Ricordiamo che una barca in legno, viene realizzata con l’utilizzo di materiale essiccato e perfettamente stagionato, con un tasso di umidità tra l’8 ed il 12%, così come richiede il RI.N.A
Tutti gli incollaggi e le varie impregnazioni vengono realizzate ESCUSIVAMENTE con resina epossidica.
Inoltre l’intera barca viene rivestita internamente ed esternamente con tessuti di vetro impregnati con epossidica, per cui non c’è possibilità che entri acqua per alcun motivo.

 

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Se parliamo però di legno trattato lucido, opaco o satinato, allora la manutenzione aumenta ma comunque resta sempre contenuta e non sono richiesti interventi di manutenzione ordinaria (verniciatura protettiva con prodotti appositi) prima di 4 o 5 anni.

Ma in caso di secche o comunque di abrasioni sul fondale, il legno come si comporta?
Il legno si abrade sicuramente molto più in fretta della vetroresina, non a caso infatti lo scafo e soprattutto l’opera viva sono rivestiti con appositi strati di vetro che fungono sia da involucro strutturale che da protettivo in caso di abrasioni.
La chiglia inoltre, essendo è il primo punto di contatto con il fondale, è rivestita da uno strato di vetro ancora più spesso, proprio per prevenire eventuali problemi al legno sottostante.
Comunque in caso di sfregamenti a terra è sempre bene controllare lo stato dell’opera viva per essere sicuri di non avere asportato tutto il vetro di protezione, anche se questo è al quanto difficile a meno che non si parli di colpi molto violenti.

E’ vero che una barca in legno è più pesante e quindi richiede costi d’esercizio più alti?
Dipende dal tipo di costruzione ma tendenzialmente, oggi non è così!
Se ben progettata e costruita, con i materiali ed i prodotti odierni, una barca in legno è uguale se non più leggera in certi casi di una barca in vtr.
Questo s’intende a pari metratura, motorizzazione ed allestimento ovviamente…
Sicuramente poi se s’intraprende la via del sandwich, il peso sarà minore.

 

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E se per caso avessi bisogno di venderla, troverò un armatore interessato poi?
Questa sicuramente è la paura che affligge tutti coloro che vorrebbero una barca in legno ma sono spaventati da una eventuale vendita futura…
Purtroppo oggi il mercato italiano è abbastanza difficile da capire, ancor più da prevedere.
Ma vi assicuriamo che il mercato delle barche in legno ha sempre una richiesta interessante, soprattutto per il fascino e la qualità che mantengono inalterati nel tempo.
L’aspetto economico è sicuramente importante per cui ci saranno meno interessati ad un investimento del genere.
Anche se la barca deve essere su misura, quello che noi consigliamo è di non esagerare mai nella personalizzazione della barca, la quale potrebbe portare ad una difficile vendita per ovvie ragioni.
Non neghiamo comunque che la barca in vtr ha un mercato più ampio e quindi la vendita sarà probabilmente più veloce, anche se il profitto sarà sicuramente minore!amo è di non esagerare mai nella personalizzazione della barca, la quale potrebbe portare ad una difficile vendita per ovvie ragioni.
Non neghiamo comunque che la barca in vtr ha un mercato più ampio e quindi la vendita sarà probabilmente più veloce, anche se il profitto sarà sicuramente minore!

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